La difficoltà economica di un’impresa si vede da vari aspetti della gestione della stessa, tra cui anche il pagamento delle fatture in sospeso. Secondo uno studio che è stato fatto sulle PMI, ovvero sulle piccole e medie imprese, nel 2010 le aziende che pagavano con un grave ritardo, ovvero oltre 30 giorni dalla scadenza della fattura, erano il 5,5%, mentre fino a questo punto del 2014 questa percentuale è salita del 16%. Le aziende che invece pagano entro i 30 giorni dalla data di scadenza della fattura sono il 49%. Scendono, di conseguenza, le imprese puntuali, che sono solo il 38%.

Andando ad analizzare questi numeri da un punto di vista delle dimensioni aziendali, vediamo che il 17% delle micro-aziende sono quelle che accumulano i maggiori ritardi, seguiti dalle imprese di piccole dimensioni (11%), di medie (9%) e di grandi dimensioni  (8,5%). D’altra parte, è pur vero che sono proprio le micro-aziende quelle che risultano essere più puntuali, quando riescono (35,9%).

Nord e sud, è una questione di puntualità. Si pensa che una delle aree italiane in cui le aziende siano meno puntuali sia il sud Italia. Un mito che è parzialmente vero, poiché l’area più affidabile è quella del Nord Est del nostro paese (circa il 46,9% delle aziende pagano in maniera puntuale). Proprio il sud è la zona italiana con meno puntualità (25%).

E’ ovvio che una delle cause che porta a questo risultato è la crisi economica, la stessa che spinge molto persone ad essere iscritte nel registro dei protesti o a chiedere dei finanziamenti anche per pagare le tasse (nel caso cui protestati di cui abbiamo appena parlato, si parla di prestiti protestati).

La situazione è, in ogni caso, non facile, e andrebbe risolta dall’alto, dalla politica.