lunedì 12 maggio 2008
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pino
Sistema democratico
Duechiacchiere
Scritto da pino de gennaro   
giovedì 06 marzo 2008

Image  Sistema democratico, sistema giudiziario, sistema economico.

 

Analizzare i sistemi - pilastro del nostro vivere quotidiano è piuttosto arduo, ma sinteticamente possiamo provarci, come chiacchierare al bar e dire: piove governo ladro o arbitro cornuto.!

Il sistema borbonico, che tutto sommato, non era peggiore del nostro attuale…anzi, è finito, morto, o meglio ucciso, distrutto. Con che cosa è stato sostituito?

Con l’unità…reale prima e democratica poi.

Si è voluta la democrazia (elezioni molto discusse ancora oggi). Ma che cosa è la democrazia?

Vediamo: Art 1 della Costituzione. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. In questa parolina “limiti” c’è la fregatura.

Non è affatto vero che il popolo è sovrano…il popolo delega col voto e il delegato fa ciò che più conviene pro domo sua, e non per il popolo. Difatti i referendum voluti dal popolo sovrano, che non piacciono ai delegati, vengono bloccati dalla Corte Costituzionale: è questa la sovranità?

Le leggi non vengono sottoposte alla volontà del popolo che dovrebbe decidere e il legislatore, a suo parere, approva. Dov’è la sovranità popolare? Serve veramente la delega al parlamentare?

Chi non si sente truffato, tradito dai propri delegati? Nessuna legge è sottoposta alla volontà popolare. Per non parlare delle cose economiche: là la sovranità proprio non esiste!

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Ma quando mai? Manca poi la dicitura: La legge non ammette ignoranza! E già, normale no? Si condanna e si assolve in nome del popolo italiano, popolo che i giudici non li ha mai nominati e neanche li conosce. Così tutti gli atti ricadono sulle spalle del popolo sovrano, compresi i danni milionari pagati per i loro errori, non dal giudice che sbaglia, ma dal popolo.

L’intero sistema vive sulla nostra ignoranza. Se fossimo eruditi non avremmo bisogno di caste che ci dicono chi è buono e chi è cattivo. Ci dovrebbero dare, nelle aule scolastiche, nozioni, almeno quelle, di diritto, cosicchè non saremmo costretti ogni volta a sborsare, spesso in nero, più di quanto guadagniamo in un mese, in consulenze e difese ad avvocati e professionisti vari. Inoltre, tutti noi sappiamo benissimo che certi avvocati, dagli onorari impossibili, spesso vincono le cause e l’avvocaticchio alla nostra portata le perde. Però poi è il giudice che decide…sì, sì…(zitti per carità…) all’anima della democrazia e della libertà di parola.

 

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Ahahahahahahahahahahahahh! ( Mi arresteranno per la risata? Boh!) Si accomodino. Io diffido di questa Costituzione, sarebbe ora di rivederla…è vecchierella pure lei.

Il sistema economico poi…sarebbe meglio lasciar perdere…dovremmo partire dal 1794, dalla banca d’Inghilterra…troppo lungo da discutere. Vorremmo soltanto che l’informazione, libera per carità, di questo nostro bel paese democratico, ci spiegasse a chi appartiene la Banca d’Italia, la Banca Centrale Europea, a chi appartiene la carta che ci danno come paga, a chi la moneta, che fine ha fatto l’oro che faceva testo quale ricchezza del Paese, a chi dobbiamo il debito pubblico, ecc…ma queste cose non ce le diranno mai…questa è in sostanza la democrazia.

Chi ha ancora il coraggio di sparlare dei Borbone? Il loro codice penale prevedeva circa 50 casi di pena di morte, spesso condonate dal re, quello piemontese, dei liberatori cioè, ne prevedeva almeno il triplo, oggi, democraticamente, ci uccidono socialmente tutti i giorni, senza impiccarci. Ci affamano!

Masaniello.

 

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Convegno del 14 Ottobre 2007
Laboratorio Politico
Scritto da pino de gennaro   
lunedì 15 ottobre 2007

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Riunione del 14-10-2007

 

All’Hotel Pisani di S. Nicola La Strada, si sono riunite ancora una volta delegazioni e componenti di associazioni culturali meridionalistiche per far fronte comune ed unirsi per un rinascimento di quella parte della penisola sedotta e abbandonata, ossia l’ex regno delle Due Sicilie.

Carmine Colacino per Le Due Sicilie, il Cav. Giovanni Salemi delegato di Capua anfitrione di una bellissima targa affissa il giorno precedente in Capua, a ricordo dei soldati borbonici caduti nella battaglia del Volturno, il dr. Luca Longo della delegazione neoborbonica di Roma, Nicola Catanese, Costagliola, Giulio La Rosa, Giorgio Ciccotti assessore comunale a Scanno, Gallo per Terra e Libertà, l’arch. Nando Dicè, il dr. Laricchia in rappresentanza delle Puglie, il dr. Zavaglia e il dr.. Sciammarella per le Calabrie, Mario Bellotti per la Lombardia, l’ing. Luigi Costantino delegato di Modena,  Francesco varchetta di Reggio Emilia, Enzo Fumo, il dr. Sterlicchio, il docente Gennaro Avano di Ascoli Piceno, e molti altri…è mancato il tempo per concedere a tutti la parola e ce ne scusiamo, ma vorrei ricordare ai fratelli del sud, di essere un pò più teutonici, ossia la puntualità non è il nostro piatto forte e mi rimproverano di essere troppo milanese....

Al tavolo della presidenza erano presenti l’editore Giuseppe Vozza, il sottoscritto e Marro Fiore, relatore esterno dell’Associazione Neoborbonica.

In molti hanno chiesto ed ottenuto la parola succedendosi al microfono per esprimere la loro opinione su una possibile costituzione di un’entità di carattere politico che riunisca quanti intendono passare all’azione sul proprio territorio per la crescita sociale e culturale del popolo meridionale.

La seduta si è aperta alle ore 10,45 e conclusa alle ore 13,30.

Si evince da quest’assemblea la volontà di costituire un’anima politica da affiancare a quella culturale che da anni và relazionando, pubblicando volumi, poco o per nulla contestati dall'ufficialità, sulla verità storica risorgimentale che ha caratterizzato l’unità del nostro paese, ma non l’unione del suo popolo.

Tutti i relatori, con pochissime eccezioni, convengono sull’idea che è possibile ed è ora di aprirsi fattivamente alla politica: troppi i tentativi andati a vuoto negli anni passati per le diverse anime, ideologicamente schierate che popolavano e componevano la galassia meridionalista. Noi abbiamo acquisito la forza, attraverso la conoscenza, per superare l’ideologia di destra e di sinistra che ci teneva legati all’immagine di un popolo rozzo, povero e poco evoluto. Abbracceremo una sola ideologia: la riappropriazione della nostra dignità di popolo cattolico, legato da una cultura ultramillenaria ai propri valori che ha portato la nostra nazione ad essere tra le più temute e rispettate in Europa a metà dell’800.

Un principio fondamentale emerge su tutti, l’istituzione politica che scaturirà da questa decisione, sarà basata sul riscatto storico, culturale,sociale ed economico del sud confidando nel nostro credo che da sempre ha accompagnato il popolo nel suo lungo cammino sino ad oggi. Noi crediamo che ciò sia possibile.

Un documento stilato, firmato e sottoscritto dalle diverse componenti della riunione, impegnano tutti gli addetti allo studio di uno statuto e delle regole da approvare nella successiva riunione che si terrà a Gaeta, città per noi sacra, dove gli ultimi soldati borbonici strettisi intorno al proprio Re, definito dispregiativamente dalla successiva storia ufficiale “Franceschiello”, diedero esempio di eroismo ed abnegazione per la propria Patria, bombardata senza pietà, compresi obiettivi civili e religiosi, anche mentre si discuteva la resa, dal poco onorevole Cialdini.

Quale differenza di stile e di amor patrio fra quei due Re: il cattolicissimo Re Francesco II di Borbone, allontanatosi da Napoli per evitare spargimento di sangue al proprio popolo e l’altro, ignorante della lingua italiana, proteso alla rapina dei beni della nazione napoletana e infischiandosene dei proprietari di quel sangue, comunque versato, per rimpinguare le sue esauste casse ed obbedire a progetti partiti da lontano..

Noi ci auguriamo, a distanza di 147 anni da quei fatti, di affrontare questa sfida con la preparazione e la voglia che ci contraddistingue, di riscatto, di verità, senza astio, senza rancori, con la calma dei forti. Un vento nuovo chiediamo che spiri sulla nostra terra per pulire i miasmi che ammorbano il nostro bellissimo cielo. Gente nuova, ragazzi con idee chiare e decise con la voglia di rendersi utili, il consenso e l’aiuto di chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra per vivere decorosamente altrove nel mondo. Infine l’equilibrio socio economico, così diverso tra il nord e sud della penisola e la presenza di uno Stato vigile e non tiranno, non consenziente a quella criminalità di cui spesso si è servita per attingere voti, se non altro, aiutandola a crescere e a svilupparsi. Il popolo del sud vuole vivere in pace in casa propria con una speranza, che oggi non ha: quella di veder crescere i propri figli serenamente, senza che questi emigrino per un lavoro sicuro o per un tozzo di pane..

Voglio ringraziare tutti i convenuti per questo impegno e per aver, ancora una volta, rinunciato al proprio tempo libero per accorrere ad una spontanea chiamata all’adunata.

Ringrazio la dirigenza dell’Associazione Neoborbonica che non ha opposto alcun veto a questa nostra legittima aspirazione, lasciando libertà di coscienza e di azione ai propri iscritti.

Arrivederci dunque a Gaeta e che Iddio ci assista in questa impresa!

masaniello

 

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Ultimo aggiornamento ( martedì 16 ottobre 2007 )
 
Vaffanculo day
Laboratorio Politico
Scritto da pino de gennaro   
lunedì 24 settembre 2007


Image              Vaffanculo Day

 

Ne parlano tutti ormai di questo enorme vaffanculo, bene o male, secondo i propri punti di vista.

I politici anzitutto. I vari partiti si scandalizzano per il linguaggio volgare usato da Beppe Grillo, dimenticando che volgare viene dal volgo, ossia dal popolo, che non usa né sofismi né mezze misure per dire ciò che pensa. Mentre gli amministratori, al contrario, usano un linguaggio politichese per confondere le idee e non dire nulla. Inoltre criticano la mancanza di proposte non fatte da Grillo. Dimenticando che Grillo non è un politico, ma un comico e che il suo lavoro è farci ridere non far proposte politiche. Anzi in qualche spettacolo le ha fatte: ricordate il furgone che portò sul palco qualche anno fa? Ebbene dal tubo di scarico usciva vapore acqueo e non veleno. Se non è politica questa…ma i politici si sono ben guardati dall’andare a vedere ed a pensare che quella macchina avrebbe risparmiato al nostro paese sia inquinamento che morti per tumori. Quello era un progetto da finanziare, e noi l’avremmo fatto volentieri. Ma la politica non aveva niente da guadagnare e quindi non se n’è fatto niente. Meglio far lavorare la Fiat, gli ospedali, le autostrade e via dicendo….

Sembra che in Italia, solo i comici ed i cabarettisti riescono ad inquadrare alla perfezione i mali del paese. Non tocca a loro fare proposte signori onorevoli, ma a voi. Proposte seguite da fatti.

Siete troppo lontani dai cittadini, perciò il vaffanculo è il minimo che meritate.

Promesse, promesse prima del voto, per disattenderle subito dopo. Come dovremmo reagire?

 

Meglio un vaffanculo che una guerra civile o no?

 

Esaminate quanto accaduto negli ultimi dieci anni:

  • Lavoro precario con la Legge Biagi.
  • Introduzione dell’euro, fatto passare senza alcun consenso popolare, perché così prevede la Costituzione. I cittadini non devono mettere becco sulle decisioni economiche finanziarie (sudditanza). Praticamente svalutando la lira del quasi 100% e sostituendola con una moneta dal valore (nominale) doppia e raddoppiando in questo modo, artificialmente, il valore di tutto: affitti, pane, pasta, latte, bollette, interessi, capitali, ecc… L’oro degli italiani che fine ha fatto?
  • Agricoltura ridotta all’osso, imponendo così l’acquisto di prodotti all’estero, non certamente migliori dei nostri ed indebitando maggiormente il paese, senza alcuna protezione per i nostri prodotti e senza alcun miglioramento per lo sviluppo della nostra agricoltura biologica.
  • Diminuzione qualitativa e quantitativa delle assistenze sanitarie: aumento di ticket, attese di anche sei mesi per una visita specialistica, e direzione degli ospedali a politici, burocrazia a non finire ecc…
  • Delle banche e dei loro giochetti a scapito del correntista, meglio non parlarne, meritano un capitolo a parte. La greppia per pochi.
  • Nessuna autonomia regionale concessa.
  • Giustizia assente quando si tratta di punire i papaveri e presente quando invece devono essere castigate le papere. Motivo? Mancano i soldi…sempre quello.
  • La scuola e la famiglia, ruoli pilastri delle nazioni, nel nostro paese si stanno demolendo: non si insegna più educazione civica né a scuola né a casa, non si insegnano i più elementari diritti dei cittadini, la storia continua a raccontare balle di falsi eroismi risorgimentali.
  • La nostra cultura è già stata praticamente annullata sostituendola con quella di altri paesi e facendoci invadere da milioni di extraterrestri assistiti nel lavoro e nei servizi sociali e lasciando gli italiani al secondo posto.

Sarebbe questo il paese cosidetto: culla della civiltà?

 

Potrei andare avanti parecchio, ma credo che serva a poco.  Volete proposte? Certo che sì. Queste  vi arrivano già dalle associazioni dei consumatori, che testimoniano il fallimento della politica, ma vi guardate bene dall’ascoltarle. Vi arrivano da comuni cittadini, osservate voi stessi il malcontento dei vostri amministrati, ma non lasciate spazio a nuove idee. Sono cinquant’anni che su quelle poltrone, ormai di vostra proprietà, non vi sono ricambi: aria nuova. Non possono arrivare prposte solo dal Grillo sparlante. Allora i vostri amministrati perché vi pagano profumatamente? Per le vostre barche? Per i vostri talk show? Per i vostri viaggi? Qualcuno di voi sà quanto costa un chilo di pane?

Il popolo è sovrano o no? Se lo è, tutte le decisioni che riguardano il popolo dovrebbero essere da questo approvate, diversamente che democrazia è? Forse che quando do un mandato al legale non decidiamo insieme qual è la migliore linea di difesa? Oppure fa ciò che vuole del mio mandato? Questa è una proposta che certamente non vi piacerà, non perchè impossibile attuarla, ma perchè vi toglierebbe molto potere.

A noi non resta che la protesta, visto che anche il voto serve a poco.

Quindi, permettete anche a me, a nome personale, di semplice cittadino, un cordialissimo: Vaffanculo!

 

masaniello

 

 

 

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